Distretti Socio Sanitari

L'organizzazione distrettuale prevista dal precedente POFA, puntando sulla cosiddetta specializzazione per funzioni, ha permesso di massimizzare l'efficienza dei singoli processi in ragione sia dell'utilità dell'assistito che di quella dell'organizzazione. L'organizzazione distrettuale attuale ha condotto la nostra ASL a risultati eccellenti, in termini di prestazioni erogate, per singoli servizi: si pensi ai tempi di attesa relativi all'invalidità civile, all'utilizzo del web care per la protesica minore, al collegamento tra dimissioni protette e disponibilità di presidi ed ausili al domicilio. Questo, anche, in presenza di risorse umane invariate se non, in alcuni casi, diminuite.

La creazione di meccanismi operativi, consistenti in momenti di incontro strutturati, è stato il reale valore aggiunto dell'ultimo Piano di Organizzazione rispetto alla struttura distrettuale: l'Ufficio di Direzione, i Comitati di Distretto per la medicina generale e la pediatria di famiglia, ad esempio, quali ambiti di contestualizzazione del governo clinico da parte dei professionisti dei percorsi diagnostico terapeutici; i tavoli tecnici su aree tematiche che prevedono elevati processi di integrazione (Educazione sanitaria, Salute mentale, Terzo settore, ecc...).

Fino ad arrivare ai Tavoli di Sistema, alle Assemblee di Distretto. Tutti tasselli fondamentali per individuare e riconoscere al Distretto una funzione di governance della rete di offerta locale con la finalità di promuovere una programmazione locale dei servizi che si sostanzia, in particolare, in:

  • Piani di salute quali strumenti di lettura della domanda e di programmazione della rete di offerta in funzione della stessa;
  • integrazione tra Piani di salute e Piani di zona per le aree ad elevata integrazione socio sanitaria: promozione della salute della coppia, della maternità e della famiglia, tutela dei minori, salute mentale, disabilità, anziani e soggetti fragili.

Dall'altro lato, però, l'elevata specializzazione distrettuale se ha consentito di leggere e soddisfare, massimizzando l'efficienza, i singoli bisogni dei cittadini non ha, però, agevolato la gestione dell'assistito con più problemi. Il familiare dell'assistito, invalido civile, che ha avuto un peggioramento delle sue condizioni di salute e che necessita di:

  • presentare domanda di aggravamento per l'invalidità civile;
  • richiedere una carrozzina ed un materasso antidecubito;
  • avere la fornitura di prodotti per assorbenza;

deve rivolgersi a tre distinti sportelli distrettuali. Oltre alla difficoltà oggettiva del cittadino ad effettuare più di una coda e conseguente attesa, bisogna considerare che gli sportelli possono avere anche giorni ed orari di ricevimento non coincidenti. Ciò significa che il cittadino dovrà recarsi per più giorni presso il distretto.

Bisogna, anche, considerare gli scenari delineati, a cascata, dalla disposizioni nazionali, PSN, da quelle regionali, PSSR e modifiche alla L.R. 31/97, dai documenti di programmazione aziendale e distrettuale, Piani di Salute e Piani di Zona, che mostrano alcune linee di tendenza marcate delle quali bisogna tener conto in sede di definizione della nuova organizzazione.

Tali tendenze possono essere, molto sinteticamente, riassunte dai e nei principi di:

  • sussidiarietà, orizzontale e verticale;
  • centralità del cittadino.

Nella nostra realtà significa condividere un processo che conduce le ASL, ed in particolare i servizi a contatto con l'utenza, da presidio erogatore di prestazioni a punto di orientamento degli assistiti.

I progetti innovativi, quali ad esempio la sperimentazione dell'abolizione della fase autorizzativa per la protesica maggiore e lo sportello unico fragilità, traggono origine da tali tendenze. Non solo, anche il progetto CRS-SISS proietta un futuro nel quale la scelta e revoca del medico, ad esempio, sarà fatta al di fuori delle mura ASL e gli attuali sportelli gestiranno non più la norma ma le eccezioni.

Tutto ciò si sostanzia in alcuni risultati, sia organizzativi che di impatto sugli assistiti:

  • il cittadino/assistito deve recarsi presso i presidi ASL solo se necessario riducendo al numero minimo essenziale i casi di tale evenienza;
  • l'ASL deve spostare la propria funzione, per le prestazioni erogate indirettamente a livello distrettuale, da quella di autorizzatore a quella di informatore/controllore.

Non solo ogni documento di pianificazione, sia esso nazionale che regionale che aziendale, individua nella capacità di integrare le risposte sanitarie a quelle socio sanitarie e sociali. Il bisogno dell'assistito che si risolva solamente in una prestazione sanitaria rappresenta una domanda decrescente nella società attuale. Quote di domanda cedute alla domanda più complessa che integra al bisogno sanitario anche un bisogno sociale e viceversa. Basti pensare al più banale degli esempi: il medico prescrive ad un assistito un ciclo di chemioterapie; l'assistito non guida e non è in grado di recarsi da solo presso la struttura dove effettuano le sedute di chemioterapia; l'assistito non ha familiari che lo possano trasportare né amici o vicini disponibili. Il bisogno sanitario, immediatamente risolto, sconta la difficoltà a risolvere un problema sociale.

I processi di "integrazione verticale", l'analisi e la ricerca di collaborazioni tra enti ed istituzioni che si occupano di categorie della popolazione (disabilità, salute mentale, ecc..), devono lasciare spazio a forme di "integrazione orizzontale", l'analisi e la ricerca di collaborazioni interne alla ASL e ad altri enti e istituzioni che consentano di farsi carico dei diversi bisogni che la popolazione assistita può avere.

 

I distretti socio sanitari sono i seguenti:

 

Denominazione Distretto Comuni

1. Distretto di Monze e Carate Brianza
Dr. Lorenzo Brugola
direttore.distrcarate@aslmb.it
telefono: 0362.826436

direttore.distrmonza@aslmb.it
telefono: 039.2384471

MONZA
Brugherio; Monza; Villasanta.

CARATE
Albiate; Besana Brianza; Biassono; Briosco; Carate Brianza; Lissone; Macherio; Renate; Sovico; Triuggio;Vedano al Lambro; Veduggio con Colzano; Verano Brianza.

2. Distretto di Desio
Dr. Fabio Muscionico
direttore.distrdesio@aslmb.it
telefono: '0362.483247

direttore.distrseregno@aslmb.it
telefono: '0362.48 3505 -3570- 3572

DESIO
Bovisio Masciago; Cesano Maderno; Desio; Limbiate; Muggiò; Nova Milanese; Varedo.

SEREGNO
Barlassina; Ceriano Laghetto; Cogliate; Giussano; Lazzate; Lentate sul Seveso; Meda; Misinto; Seregno; Seveso.

5. Distretto di Vimercate
Dr.ssa Maristella Penza
direttore.distrvimercate@aslmb.it
telefono: '039.6358502

VIMERCATE
Agrate Brianza; Aicurzio; Arcore; Bellusco; Bernareggio; Burago Molgora; Busnago; Camparada; Carnate; Caponago; Cavenago Brianza; Concorezzo; Cornate d'adda; Correzzana; Lesmo; Mezzago; Ornago; Roncello; Ronco Briantino; Sulbiate; Usmate Velate; Vimercate.

 

 

 

ultima modifica 08 marzo 2016

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